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Valle Camonica
patrimonio dell'umanità per le incisioni rupestri, la valle camonica è la più vasta delle valli bresciane con due tra i più importanti parchi naturali dell'arco alpino. scoprite il respiro di una ...
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Locali selezionati6
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Valle Camonica
patrimonio dell'umanità per le incisioni rupestri, la valle camonica è la più vasta delle valli bresciane con due tra i più importanti parchi naturali dell'arco alpino. scoprite il respiro di una ...
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Itinerari proposti
Nella Valle delle incisioni rupestri: storia, arte, natura e relax
La più vasta delle Valli bresciane si estende dal Lago d’Iseo fino al passo del Tonale che la collega con il Trentino, in un corso scavato dai ghiacciai in epoche remote a volte ampia e verdeggiante, altre racchiusa tra ripide e aguzze pareti rocciose.
Due parchi naturali fra i più importanti dell’arco alpino, quello dell’Adamello e quello dello Stelvio, una fitta rete di sentieri e di rifugi, tre conosciute stazioni invernali (Ponte di Legno-Tonale, Borno e Montecampione) ed una serie di centri minori ben attrezzati, sci estivo sul ghiacciaio del Presena, terme a Darfo Boario e ad Angolo, un patrimonio storico- artistico veramente unico fra le vallate alpine: questa è la Valcamonica.
Caratterizzata dalla presenza di un grande patrimonio storico artistico, La Valle è conosciuta anche come la valle delle incisioni perché proprio qui si trova la maggior concentrazione di incisioni rupestri al mondo. Tutelate dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, esse raccontano con disegni, simboli magici, scene di caccia e mappe, millenni di storia dei Camuni, i primi abitanti della valle e costituiscono un caso unico per la loro continuità temporale. Il patrimonio di arte rupestre camuno è costituito da oltre 140.000 figurazioni incise per un arco cronologico di oltre 8.000 anni a partire dall’Epipaleolitico fino all’età storica romana e medievale e si inserisce in un contesto ambientale di grande pregio e bellezza. La maggior concentrazione si trova nel Parco nazionale di Naquane nel comune di Capo di Ponte, ma numerosi sono i siti sparsi in tutta la valle e numerosi, ancora oggi i rinvenimenti.
Una delle figure ricorrenti nelle incisioni rupestri è quella della cosiddetta “rosa camuna”, divenuta il simbolo della Regione Lombardia: la sua più antica rappresentazione è su una roccia nella riserva di Crape di Luine nel comune di Darfo Boario Terme.
I romani stabilirono a Cividate Camuno la loro capitale dotandola anche di teatro ed anfiteatro le cui suggestive rovine sono oggi visitabili. Nel locale museo archeologico è conservata una bellissima statua di Minerva rivenuta nel territorio di Breno.
Scolpire ed intagliare il legno è, in Valcamonica, un’antichissima tradizione, di cui si trova traccia negli altari, nelle cantorie, nelle statue che ornano da secoli le chiese e nelle botteghe dalle quali ancor oggi escono oggetti e mobili realizzati con grande sapienza artigianale. La grande scultura lignea camuna abbraccia un arco di tempo che va dal XV al XVIII sec. ed ha nelle famiglie Ramus di Edolo, Fantoni e Simoni i suoi rappresentanti più significativi. Le opere più importanti si trovano nella parte alta della valle a Edolo, Monno, Incudine, Stadolina, Canè, Ponte di Legno, Precasaglio, ma è custodito a Cerveno uno dei più significativi esempi di arte e fede popolare delle Alpi.
Il paese si trova ai piedi di una delle più belle montagne della Valcamonica, la Concarena. La sua significativa struttura urbanistica è arricchita dall’unicum artistico della “Via Crucis” costituito da 14 cappelle che ospitano, sotto forma di episodi, 198 statue in legno e stucco di grandezza naturale. Al Santuario è legata una grande espressione di devozione popolare che ogni 10 anni rievoca un rituale detto della “Santa Crus” con drammatizzazioni della Passione di Cristo.
Chiese e Pievi ricche di affreschi ed opere d’arte occhieggiano ovunque in Valle Camonica, in ciascuna c’è un tesoro artistico. Tra le più insigni da ricordare il Convento Santuario dell’Annunciata di Piancogno con opere di Pietro Da Cemmo e Paola da Cailina. Ad Esine si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta splendidamente affrescata con vividi colori. Conservano l’austerità romanica la Pieve di San Siro ed il monastero di San Salvatore a Capo di Ponte. Bienno è al centro di un’ideale via del Romanino che partendo dal lago d’Iseo risale fino a Breno raccontando l’intensità pittorica di uno fra i più celebri pittori bresciani.
Innumerevoli sono le escursioni che si possono fare sui monti della Valcamonica: dalle semplici passeggiate in una natura incontaminata agli itinerari in quota da rifugio a rifugio, dalle arrampicate più impegnative alle attraversate di sci alpinismo, per chi ama la montagna non c’è che l’imbarazzo della scelta. Oltre che nei due principali parchi naturali, quello dello Stelvio e quello dell’Adamello, si possono fare escursioni –in una cornice naturale fra le più belle e imponenti dell’arco alpino- sul Mortirolo, nella Valle di Grom, in Val Grande, nella Valle delle Messi, in Val Canè, in Val Malga. Nel cuore del Parco dell’Adamello, la Valsaviore è una delle zone più interessanti dal punto di vista naturalistico, da sempre apprezzata dagli alpinisti. Partendo dai paesi di Cevo e Saviore, si raggiungono la Valsalarno e il rifugio Prudenzini, tappa classica prima di affrontare la salita al Pian di Neve sull’Adamello.
La Valcamonica offre proposte di prestigio anche nel settore termale. Anzi proprio la vacanza termale ha fatto da capofila nel suo sviluppo turistico. Documentate sin dal 1496, rese famose dalla predilezione di Alessandro Manzoni, le acque termali di Boario sono da sempre impiegate con grande successo soprattutto nella cura di patologie del fegato e dell’apparato digerente. Un vastissimo parco termale con percorsi vita ed un moderno centro benessere completano l’offerta di questa località ricca di accoglienti strutture ricettive. Più specificatamente adatta alle famiglie è invece la località di Angolo Terme dove, splendidamente racchiuse nel verde, le fonti termali sono arricchite da numerosi servizi sportivi.
La gastronomia della valle è naturalmente basata sui prodotti della montagna.
Antiche tradizioni di allevamento e pastorizia garantiscono la produzione di ottimi formaggi dai gusti inconfondibili accanto a salumi come le salsicce di castrato o il violino della Valcamonica, un prosciutto prelibato ottenuto dalla coscia di capretto, agnello, camoscio o capriolo. E’ una cucina essenziale, ma ricca di sapori quella offerta da trattorie, ristoranti ed aziende agrituristiche dove le tradizioni sono ancora molto sentite. Tra i piatti assolutamente da assaggiare consigliamo i casoncelli la cui ricetta, tramandata da generazione in generazione varia da paese a paese. Tra i dolci ottime sono la focaccia di Breno conosciuta con il nome di spongada. Molto apprezzate le grappe, i distillati e gli amari prodotti con erbe di alta montagna. Tradizionale il Genepì infuso di Arthaemisia glacialis, una pianticella pregiata che cresce fra le rocce dei ghiacciai
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