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Appunti di degustazione: Antica Trattoria del Gallo di Clusane d’Iseo

Appunti di degustazione: Antica Trattoria del Gallo di Clusane d’Iseo

di Anna Salvioni

 

 

Sono infiniti i galli che abitano l’Antica Trattoria del Gallo. Minuscoli, piccoli e grandi, di ceramica, petali e foglie, ferro battuto o legno scolpito, con ali di farfalla o piume dipinte a mano. Spuntano da mensole, nicchie e ripiani, si affacciano da quadri, orologi e sveglie, fanno capolino tra tazzine e zuccheriere, decorano piatti, terrine, cuscini e persino la lista dei vini.
È come se un coro sommesso di galli, provenienti da ogni tempo, ci accogliesse appena varcata la soglia: un saluto silenzioso, simbolo di un luogo che da quasi cinquant’anni resta fedele alla sua identità e al suo nome.

 

 

Fondata agli inizi del Novecento e gestita con passione dalla famiglia Vitali dal 1978, la trattoria si trova a Clusane d’Iseo, lungo via Risorgimento, all’incrocio con il vicolo Bernardo Guatta, che conduce al cuore del borgo. Poco più in là, il lungolago regala il suo riflesso d’acqua e luce.

 

 

L’edificio settecentesco che la ospita è stato sapientemente restaurato nel 2012: travi in legno, muri in pietra, volte a botte e camino antico tornano a respirare, regalando al locale un’eleganza rustica, che sa di casa. In sottofondo, arie d’opera e melodie anni Sessanta accompagnano le voci, in un’atmosfera calda e sincera.

 

 

Poco dopo l’ingresso, Abele racconta dell’Hostel del Gal, nato accanto alla trattoria: un tempo fienile e magazzino, oggi confortevole rifugio con due monolocali, un bilocale e una stanza, pronti ad accogliere chi desidera fermarsi, respirare e vivere Clusane con lentezza, tra lago, vigneti e sapori genuini.

 

 

L’accoglienza comincia già all’esterno, nel comodo parcheggio interno che introduce dentro al locale. Al piano terra, la saletta ricavata dall’antica stalla avvolge gli ospiti con luci ambrate e gradevoli profumi, mentre proprio accanto una veranda luminosa si apre sul cortile, perfetta per un pranzo sereno e tranquillo nelle giornate miti.

 

 

Ad ornare e personalizzare le pareti del locale sono esposte copie delle fotografie riportate anche nei panò in bianco e nero dell’itinerario “Clusane com’era”, che raccontano il paese com’era sessant’anni fa. Le immagini rendono omaggio al maestro Carlo Lanza, interprete dei sentimenti dei clusanesi e fotografo del loro quotidiano, le cui opere sono oggi raccolte nell’Archivio Carlo Lanza dalla figlia Chiara e dai nipoti Abele e Giulio.

 

 

Salendo la stretta e caratteristica scala in pietra di Sarnico, si incontrano invece pannelli che custodiscono le pagine del primo calendario lunare dedicato a Clusane, omaggio poetico alla vita del borgo e alla sua antica tradizione di pesca. Ogni tavola racconta stagioni, lune e reti, come un filo che lega il lago alla memoria.

In cima alla scala si apre il piano superiore, dove un grande camino domina la sala principale e un’altra veranda regala scorci di luce e silenzio.

Nel seminterrato, la cantina custodisce bottiglie preziose — molte di Franciacorta — piccolo scrigno che racconta la cura e la passione con cui la famiglia Vitali tramanda il gusto dell’ospitalità.

 

 

Oggi sono i fratelli Giulio e Abele, insieme ai figli di Abele Gabriele e Claudio, a portare avanti questa storia con la stessa dedizione di sempre. Qui la tradizione non è un ricordo, ma un respiro condiviso: un gesto che si rinnova ogni giorno tra la sala e la cucina, dove la storica cuoca Piera Colosio, moglie di Giulio, insieme ai suoi fidati collaboratori — Oksana Illyash, Felicina Zanotti e il giovane Giuliano Lanza — si dà da fare senza perdere tempo, tra primizie locali, procedimenti accurati e ingredienti sapientemente selezionati.

 

 

Ci accomodiamo nella saletta della vecchia stalla: il profumo del burro fuso e dell’alloro si diffonde già dalla cucina. A servirci è proprio Abele Vitali, memoria viva della casa. Tono pacato, gentilezza fidata, battuta pronta: bastano pochi minuti per sentirsi come parte di una famiglia.

Il pranzo inizia con un Curtefranca Rosso Bredasole 2021, asciutto e armonico, che prepara il palato ai sapori della tradizione.

 

 

Le tagliatelle al salmì di folaga (sempre più rare da provare: sono infatti gli unici nel territorio a prepararle), servite in terrina di coccio e mantecate al tavolo dallo stesso Abele, raccontano l’autunno e la pazienza della cucina di una volta: pasta ruvida, sugo intenso, profumi di vino rosso e spezie.

 

 

Prima di assaggiare veniamo “imbavagliati” con premurosa e amorevole cura da Abele, che ci annoda il bavaglino al collo con un gesto antico e affettuoso e l’aria di chi sa il fatto suo: “Con la pasta lunga – ci avverte sorridendo – è sempre necessario.”

 

Seguono le linguine con sarde di lago, omaggio alla semplicità: il gusto sapido del pesce si intreccia con pane tostato e olio extravergine del Sebino, in un equilibrio che sa di casa e di lago.

 

 

Poi, sul carrello di legno con rotelle, come un tempo, arrivano i secondi. La tinca ripiena al forno con polenta, piatto-simbolo di Clusane, è un abbraccio di sapori: pangrattato, formaggio grana, erbe e spezie racchiudono la delicatezza della carne, cotta lentamente nel burro profumato all’alloro.

 

 

 

Accanto, il manzo all’olio di Rovato, sontuoso e generoso, conquista con carne nerboruta e salsa vellutata, perfetta da raccogliere con il pane rustico nei cestini di paglia.
Patate saltate con aglio, prezzemolo e un tocco di peperoncino completano il quadro, semplici e irresistibili.

 

 

Il finale è un dolce ritorno alle origini: tiramisù e panna cotta fatti in casa, accompagnati da un caffè servito in tazzina decorata con piccolo cioccolatino e dove anche qui un piccolo gallo sembra offrirci il suo arrivederci.

 

 

Lasciamo l’Antica Trattoria del Gallo con la sensazione di aver attraversato un tempo che non passa: quello dei gesti lenti, delle mani che impastano e servono tra visi e sorrisi sinceri.

 

 

Un tempo che qui continua a vivere, tra travi, profumi e, perché no, anche tra tutti quei galli che vegliano silenziosi su ogni tavolo e in ogni angolo. Ogni dettaglio parla di dedizione: la musica discreta, la luce calda e soffusa, il passo leggero dei Vitali che attraversano la sala con il garbo di chi accoglie amici in casa propria.

È una cucina che non cerca effetti, ma emozioni; che affonda radici nella memoria e restituisce autenticità, come il lago appena poco distante: calmo, profondo e pieno di riflessi.
Qui fermarsi significa assaporare la bellezza dei gesti spontanei e sentiti, delle mani che lavorano con cura e del piacere di sentirsi accolti come quasi parenti, dove la tradizione non è un ricordo, ma un respiro vivo, un filo sottile che lega passato e presente, cucina e memoria, terra e lago.

 

Clusane d’Iseo, 17/10/2025

Anna Salvioni
Cronista del Gusto

 

Antica Trattoria del Gallo

Clusane d’Iseo – Via Risorgimento, 46
Tel. 030.9829200


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