Colazione, merenda e spuntini vari di Marino Marini

Caffè e cornetto

 

Era un’alba del mese di settembre 1683, Vienna era assediata dall’esercito turco, le forze in campo erano squilibrate in favore dei Turchi, un fornaio sente dei rumori sotto il suo negozio e avvisa le autorità. I Turchi stanno scavando una galleria per sorprendere i viennesi. In soccorso all’Austria arrivano altri eserciti, per cui l’imperatore decide di passare all’attacco. Un frate cappuccino tale Marco d’Aviano lancia un sermone che scalda gli animi in nome della cristianità da salvare. Gli eserciti assaltano i Turchi e li sconfiggono era il 12 settembre.

Un generale ungherese, Kolschitzky, raccoglie tutti i sacchi di caffè lasciati dai Turchi sul campo e apre a Vienna un locale dove serve questa bevanda amara che però piace poco ai viennesi, pensa quindi di aggiungervi del latte, prima e dello zucchero poi, e finalmente questa nuova bevanda viene accettata, dai viennesi, poiché a Venezia i caffè erano già aperti da 120 anni. Che nome dare si chiede il generale ungherese a questa nuova bevanda, visto il colore e ricordando il frate friulano che li aveva incitati qualcuno suggerisce “cappuccino”. Intanto Re Giovanni di Polonia vuole conoscere il fornaio che aveva permesso con la sua segnalazione di arrivare alla vittoria e con un editto gli dà il permesso di fare un pane che ricordi il trionfo, imitando la mezzaluna che i Turchi portano sulla bandiera: nasce così l’Hörnchen, che significa cornetto, sarà Maria Antonietta a darle il nome francese di croissant.
Caffè, cappuccino, cornetto ecco la colazione conosciuta in tutto il mondo.  Molti limitano a questi elementi la colazione del mattino, qualcuno si riduce al solo caffè, forse convinto da questa antica incitazione:

«Oh, voi uomini dall’aperta mente, bevete caffè e non curatevi dei denigratori che con sfacciate menzogne lo calunniano. Bevetene generosamente perché nel suo aroma si dileguano le preoccupazioni, e il suo fuoco incenerisce i torbidi pensieri prodotti dalla vita quotidiana».

I nutrizionisti chiedono invece di allargare il ventaglio mattutino di proposte a pane, marmellate o confetture, alternare altre bevande ugualmente eccitanti come il tè, unire della frutta anche sottoforma di succhi o estratti. D’accordo, l’inizio della giornata deve avere i suoi energizzanti. Poi qualcuno stranamente, secondo me, a mezza mattina ha un “certo languorino” e allora è buona abitudine interrompere questa fame con uno spuntino: un frutto di stagione, se te lo sei portato in borsa o nel cestino. Non va bene certo una merendina industriale del distributore automatico, ma qualcuno ci casca.
Poi segue il pranzo, i più fortunati lo consumano a casa, altri in mensa aziendale o scolastica, molti si recano alla famigerata tavola calda, che spesso si riduce a un bar, non si capisce perché un bar, senza cucina, possa fornire dei pasti, ma tant’è!

Chiariamo subito la terminologia: lo spuntino è quello del mattino, poi viene il pranzo (solo i borghesi chiamano pranzo la cena per una malintesa traduzione latina), il pomeriggio si serve la merenda e alla fine della giornata la cena. I più fortunati in amore possono permettersi lo spuntino di mezzanotte, beati loro! Gli orari cambiano secondo le latitudini, più presto al nord e più tardi al sud. Anche se a subordinarli sono gli orari di scuola e di lavoro.
Il pomeriggio, sempre per la teoria nutrizionistica dei cinque pasti quotidiani, di vittoriana memoria, possiamo sbizzarrirci, o meglio far sbizzarrire le nonne e le mamme, che in fatto di merende hanno una lunga tradizione: dalla semplice fetta di pane, burro e zucchero di antica memoria, alla fetta spalmata di crema di nocciole o pane e cioccolato, i più rustici sceglieranno pane e salame o prosciutto o le infinite proposte salumiere d’Italia. Qualcuno preferirà del formaggio, sceglietene uno nostrano e poco stagionato, ideali le nostre formaggelle o robiole.

Nella merenda si possono esercitare le creatività gastronomiche più disparate e geografiche: dal pane, sale e olio al pane e mozzarella o la goduriosa burrata, anche semplicemente un pomodoro tagliato a metà e condito con sale e olio. I più creativi posso usare dei molluschi bolliti e affettati come seppioline, calamari, totani, conditi con sale, olio e erbe aromatiche: origano, basilico, dragoncello… anche pane burro e acciughe può andar bene tenendo conto che le acciughe mettono sete.

Molto importante sono da considerare due elementi che costituiscono questi momenti: il pane e le bibite. Per il pane ognuno preferirà quello di sua tradizione dalle michette al pane cafone (lombardi e napoletani), dal pane sciocco toscano ideale con salumi saporiti, alla mafalda siciliana, dal pane di Altamura alla piadina romagnola. Per le bevande invece il discorso si fa più serio: evitare bevande industriali, gassate e zuccherate in eccesso, da preferire succhi naturali di frutta, di verdura o, anche semplicemente, acqua e limone.

Infine, arriva la cena, magari aspettata con ansia a fronte di un ingurgitamento veloce di cibo a causa del lavoro. Niente di più sbagliato che andare a tavola con molto appetito, la tendenza è di accettare qualsiasi cosa arrivi nel piatto, si lascia perdere l’attenzione alla salute per privilegiare la fame e poi, con la pancia sovraccaricata, ci si stende sul divano di fronte alla tv. È sicuramente la strada spalancata alla obesità o al sovrappeso.

Non sono un nutrizionista ma guardo alle cose della vita, anche quelle degli scienziati e da qualche anno seguo le linee suggerite dagli esperti e, se permettete ho qualche dubbio sui consigli nutrizionali avanzati in questi anni. Il primo è proprio sui cinque pasti caldamente suggeriti.

Credo che sarebbe più sensato indicare come configurarli, poiché, secondo me, i pasti principali della giornata, il pranzo e la cena, sono quasi sempre troppo ricchi di grassi, di proteine, di carboidrati. L’abitudine di far seguire al primo piatto un secondo, appesantisce troppo sia a pranzo poiché dopo, subito dopo, segue una fase lavorativa o di studio, sia a cena in quanto prelude, prima o poi al sonno.
Sarebbe bello sentire suggerimenti di alleggerimento sul pranzo e sulla cena limitandoli a una sola portata, non un piatto unico (per noi italiani piatto unico può essere una bomba calorica, come un porzione di lasagne seguito “solo” da un dolcetto, magari un tiramisù!) ma un piatto completo dei nutrienti necessari, seguito semmai da frutta fresca di stagione. Occorre anche tener conto che lo stomaco, guardando la sua capienza in volume, non può ricevere senza danno una dose troppo massiccia di cibo pena il rallentamento digestivo e sonnolenza. I suggerimenti da dare devono essere supportati da esempi di nutrimento leggero durante tutto l’arco della giornata, dalla colazione alla cena e per tutto l’anno con un occhio particolare ai tanti aperitivi associati ai salatini e ai vari finger food.
Ricordando a tutti che non si ingrassa da Natale all’Epifania ma dall’Epifania a Natale!

Marino Marini


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