L’Ecomuseo del Botticino: “museo diffuso” per i cicloturisti

Precorso della Gavardina

 

Coniugare arte, natura, viaggio e benessere non è più un’utopia grazie ai progetti di “musei diffusi”, che trovano sempre maggiore popolarità. La provincia di Brescia è particolarmente adatta a questo formato, e infatti ha da poco preso vita il rilancio dell’Ecomuseo del Botticino.

Questo progetto prevede un sistema coordinato di itinerari, attività, indicazioni, piste e sentieri che permetteranno ai visitatori di esplorare boschi, sorgenti, santuari, borghi storici e altopiani. L’operazione coinvolge 7 municipi: Botticino (dove ha sede il Museo del marmo), Rezzato, Nuvolento, Prevalle, Paitone, Vallio e Serle. In futuro anche la periferia cittadina, con Caionvico e Sant’Eufemia, dovrebbe essere coinvolta.

Si tratta dunque di un museo che non si visita. Piuttosto, si “vive”. L’Ecomuseo racconta la storia della montagna carsica da Brescia fino a Vallio Terme. Ma non attraverso opuscoli o convegni. Lo fa attraverso i paesaggi, le architetture e, perché no, i saperi tradizionali, fra i quali si annoverano anche le tradizioni enogastronomiche, le coltivazioni e i mestieri ad esse associate.

L’Ecomuseo è stato concepito per essere percorso dal mezzo più ecologico in assoluto: la bicicletta. Muoversi sulle due ruote permette di avere una panoramica variegata e dinamica del territorio. Sono due in particolare le piste progettate in maniera apposita per l’Ecomuseo.

Il primo è il “percorso alto”. Prende avvio a Caionvico e passa per Botticino, Castello di Serle e l’Altopiano carsico di Cariadeghe. Dopo una bella salita, inizia che porta all’abitato di Vallio tramite il valico delle Coste. Poi si sale per Monte Olo, Monte Magno e si scende di nuovo a Quarena per poi rientrare verso il punto di partenza. È un percorso molto tecnico su sterrato che richiede 4-5 ore, adatto a cicloescursionisti esperti.

Il “percorso basso” inizia invece a Gavardo. Sale per poi attraversare le cave giungendo a Bornidolo. Scende quindi verso Nuvolento, per poi dirigersi verso Botticino Mattina e passando dal Santuario della Madonna di Valverde. Quindi si riprende la ciclabile Gavardina per ritornare. Percorso sterrato per un buon 40%, è adatto a tutti e si completa in circa 3 ore.

In ogni caso, per chi desidera semplicemente trascorrere qualche ora all’aria aperta, tempo permettendo, può comodamente percorre una parte dei percorsi a piedi, naturalmente con calzature adeguate. I sentieri sono tutti censiti dal CAI e ben segnalati con suggerimenti di visita che permettono, a chi non conosce il territorio di orientarsi.


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