I laghi bresciani tra prodotti tipici e gastronomia: il Lago d’Iseo

Lago d'Iseo - Montisola vista dal Traghetto per Carzano

 

Dopo esserci lasciati alle spalle le atmosfere suggestive del Garda, il nostro viaggio continua verso l’altro lago altrettanto affascinante: il lago d’Iseo. Molto amato dai bresciani, è un po’ più vicino alla città.
La sua bellezza è stata compresa bene dall’artista Christo Vladimirov Javacheff che ha realizzato un’opera incredibile “The floating Piers”, visitata da centinaia di migliaia di persone nel 2016. Si è trattato di un collegamento pedonale appoggiato sull’acqua tra Sulzano, Monte Isola e l’isoletta di San Paolo.

L’attrattiva maggiore del lago d’Iseo è senza dubbio Monte Isola (dovrebbero davvero decidersi se chiamarla Monte Isola o Montisola come San Remo e Sanremo), la più grande isola lacustre d’Europa.

Qui un tempo erano floride le attività legate alla pesca: la costruzione di reti, di barche (i naècc) e la pesca stessa, per secoli attività economiche importanti, visibili nel museo a loro dedicato.

Cos’è rimasto oggi? Si possono trovare ancora le sardine disseccate al sole e al vento, tra novembre e dicembre, e poi conservate in olio d’oliva iseano, diventate oggi un Presidio Slow Food per evitarne la scomparsa, non solo agoni ma anche i cavedani destinati, però, a uso casalingo.

C’è poi la tinca, che qui ottiene una particolare attenzione nel prepararla ripiena e cotta in teglie di terracotta alla moda di Clusane. Non molti anni fa si incrociavano sulla provinciale i carretti di aole (alborelle) fritte da portarsi via nel cartoccio.

 

Tinca al forno

 

Anche il pesce persico ha trovato una sua ricetta originale poiché, una volta cotti i filetti nel burro, si possono apprestare come le lasagne alternati da sfoglie di pasta e salsa besciamella ed infine, il tutto, cotto nel forno.

Da non mancare, ogni cinque anni, la festa della Santa Croce, rinviata nel 2020 si terrà a settembre di quest’anno. Carzano, in questa occasione, si abbellisce di fiori di carta, di arcate con rami, luminarie, “ol festù del diaol” come dicevano gli invidiosi. Secondo la tradizione, è nata per un voto alla Santa Croce contro l’imperversare del colera del 1836. Gli abitanti, colpiti dalla grave epidemia, chiesero la grazia alla Santissima Croce, promettendo di onorarla con una grandiosa festa a cadenza quinquennale.

Gli abitanti di Monte Isola, oltre che pescatori, sono contadini e allevatori. Il loro maiale viene trasformato in un prodotto straordinario: il salame di Montisola, tritato a punta di coltello e conservato in orci coperto di grasso.

 

Salame di Montisola

 

Un piatto ormai scomparso è la torta di bosine, una ventina di anni fa l’assaggiò (preparata da me) Luigi Veronelli e ne rimase estasiato. La bosina, o bosa, è un piccolo pesce con la testa grossa e senza spine (chi lo chiama ghiozzo, chi scazzone), che vive nei ruscelli limpidi o nelle torbiere dove viene catturato con delle fascine di canna. La “torta” è composta dal pesciolino alternato al ripieno usato per la tinca (grana, pane, aromi e spezie) inframezzato da olio iseano o burro.

 

Torta di Bose

 

È naturale la sponda bresciana del lago d’Iseo e le sue terre siano influenzate dalla confinante Bergamasca. Dal punto di vista gastronomico qui la polenta si fa piuttosto dura e la ricetta di “polenta e osèi” prevede la cottura in padella, secondo la consuetudine bergamasca, invece che allo spiedo.
La sponda bresciana del lago fornisce anche un ottimo olio d’oliva con Marone che ne è la capitale. Alle spalle, oltre, e sopra le colline moreniche, scorre l’Antica Strada Valeriana che porta alle Piramidi di Zone e poi fino a Pisogne e alla Val Palot ricca di funghi.

Per gli amanti della natura e dell’ambiente umido le Torbiere del Sebino, alle spalle di Iseo sono un luogo naturalistico di eccezionale valore. Eccovi dunque presentati, in modo sintetico, i nostri tre laghi maggiori, a voi scoprirne le ricchezze artistiche nascoste. Buon viaggio!

Marino Marini


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