
Sicuramente avrete sentito parlare dei “giorni della merla”, sono gli ultimi tre giorni di gennaio: il 29, il 30 e il 31. Secondo la tradizione popolare, sarebbero i giorni più freddi dell’anno.
A dire la verità, con questi cambiamenti climatici, per il momento qui a Brescia il clima è piuttosto mite. Le temperature massime sono abbastanza stabili e di attestano sui 10 gradi con una flessione prevista a nella prima settimana di febbraio.
Detto questo, penso che molti di noi preferirebbero delle stagioni un po’ più definite come era in passato, con il freddo quando le giornate sono corte e poi temperature più miti con il graduale avvicinarsi della primavera e le ore di luce che via via si allungano. Purtroppo ci siamo dovuti abituare a tutt’altro. Caldo fuori stagione e irruzioni di aria fredda artica quando già vorremmo andare in giro in maniche corte.
Per tornare ai “giorni della merla”, la leggenda narra che un tempo questo volatile avesse il piumaggio bianco. Un anno, durante un inverno particolarmente rigido, decise di rifugiarsi in un camino per ripararsi dal freddo. Dopo tre giorni passati al caldo, uscì dal camino con le piume annerite dalla fuliggine. Da allora, tutte le merle sarebbero rimaste nere.
Il fatto che questi tre giorni siano considerati i più freddi dell’anno non trova però alcun riscontro dal punto di vista scientifico. Tuttavia, è una tradizione popolare dalle radici profonde che continua a essere tramandata di generazione in generazione.
Oltre ai proverbi legati ai giorni della merla e alle filastrocche per bambini, che raccontano dei giorni più freddi dell’anno, sopravvivono anche alcune tradizioni culinarie. In molte regioni è infatti abitudine preparare piatti caldi e confortanti, come zuppe e minestre, utili per affrontare meglio il freddo.
In realtà, anche se non ci troveremo a dover combattere con delle temperature particolarmente rigide, possiamo comunque celebrare i “giorni della merla” gustando i piatti tipici di stagione in uno dei ristoranti di Brescia.
Alla Trattoria Gasparo e all’Oste Sobrio – locali del centro storico – trovate la Trippa alla bresciana, quella dell’Oste nella variante al sugo e parzialmente in umido.
Rimanendo in centro potete orientarvi verso il classico Manzo all’olio con polenta offerto anche dall‘Antica Osteria La Grotta, il Coniglio disossato e farcito alla bresciana con polenta di Storo proposto da Caffè Floriam Restaurant, oppure il Bollito al vapore di Aroma Brescia.
Potete infine gustare il Brasato con polenta alla Commedia delle Pentole che si trova a pochi minuti dal centro città.
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