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Appunti di degustazione: L’Amarena ai Campiani di Cellatica

Appunti di degustazione: L’Amarena ai Campiani di Cellatica

 

Una vista mozzafiato, qualità e raffinatezza nei piatti, servizio ed ospitalità impeccabili, una location, in mezzo al verde, curata nei minimi particolari: sono questi i tratti distintivi de L’Amarena, ristorante di classe sito in via Stella 6 a Cellatica, nel bel mezzo del Parco delle colline.

Ad accoglierci sono Daniele Molinari e la moglie Halyna Lutsan, lui agente di commercio, lei una lunga esperienza nel campo della ristorazione: da perfetti padroni di casa sanno subito metterci a nostro agio.

 

 

È Daniele a raccontarci la filosofia che sta alla base della loro idea di ristorazione ed accoglienza ma anche della loro scelta di vita: “Tre anni e mezzo fa abbiamo deciso di cogliere la grande occasione che ci offriva questa splendida location, decidendo di lavorarci e di abitarci”.

“La nostra volontà è quella di coccolare chi ci viene a trovare grazie a questa ineguagliabile vista, alla qualità della nostra proposta culinaria ed enologica, all’attenzione del servizio ed alla natura che ci circonda” ha concluso Daniele, prima di presentarci lo chef Diego Pasinetti, da tre anni a L’Amarena, dopo avere affinato le proprie abilità presso prestigiose realtà della provincia quali il Garda Golf di Soiano, il Finil del Pret di Comezzano-Cizzago, Lanzani e Classico in città.

“La mia idea di cucina si basa innanzitutto su uno stretto rapporto con il territorio che ci circonda: per me è fondamentale valorizzare e utilizzare il più possibile la materia prima che ci offre. I piatti che propongo partono dalla tradizione per essere rivisitati in chiave moderna, sempre con un occhio, tuttavia, anche alla storia. Quando parlo di tradizione mi piace pensare a tutte le contaminazioni culturali e, quindi, culinarie, con cui la provincia bresciana è venuta a contatto a seguito di lunghi periodi di dominazione”.

Dopo la piacevole chiacchierata è tempo di sedersi a tavola per cominciare la nostra degustazione.

Ad aprire le “danze”, un’entrée deliziosa e delicata: conetto con spuma al risotto allo zafferano, polpettina di barbina franciacortina con maionese all’aglio nero, burro di malga montato al momento accompagnato da una pagnotta di lievito madre. Ovviamente i piatti sono stati abbinati ai vini, scelti con competenza dall’abile sommelier Aurelio Marotta che, per l’entrée, ha puntato su un Franciacorta Brut delle Cantine Bosio.

 

conetto con spuma al risotto allo zafferano, polpettina di barbina franciacortina con maionese all’aglio nero, burro di malga montato al momento accompagnato da una pagnotta di lievito madre

Preparato lo stomaco proseguiamo il nostro viaggio con gli antipasti, che rappresentano una sapiente fusione di sapori antichi e moderni, tra tradizione e innovazione.

 

uovo di gallina ruspante

 

L’uovo di gallina ruspante cotto a 63 gradi, agretti alla brace, crema di stracchino all’antica e popcorn di riso è semplicemente eccezionale: sapori semplici e deliziosi abbinati in maniera egregia.

 

lumache in umido leggermente piccante, pioppini, crema di patate e olio alle erbette balsamiche

 

Non da meno ma decisamente più saporite le lumache in umido leggermente piccante, pioppini, crema di patate e olio alle erbette balsamiche. Ineccepibile l’abbinamento con i vini: champagne Heidsieck Monopole top brut per l’uovo, un Ribolla gialla della cantina Livon per le lumache.

Un attimo per rifiatare e sul nostro desco ecco comparire i primi piatti, che si fanno anticipare dai deliziosi profumi che sprigionano. Anche qui a stupire è l’abilità con cui lo chef riesce non solo a proporre piatti equilibrati e decisamente buoni, ma anche a mantenersi fedele alla propria filosofia di cucina dal punto di vista concettuale. I tortelli al manzo all’olio di Rovato, la sua salsa, clorofilla e polvere di olio evo dei Campiani, rappresentano la fusione perfetta tra due piatti tipici della tradizione: si tratta di una pietanza ben riuscita consigliata a chi ama sapidità e sostanza.

 

tortelli al manzo all’olio di Rovato

 

risotto allo zafferano “La Pieve” con sarde di Monte Isola, gremolada e sugo d’arrosto

 

Per il secondo piatto sono le sarde a fare da protagoniste. Il risotto allo zafferano “La Pieve” con sarde di Monte Isola, gremolada e sugo d’arrosto è un “festival” di sapori che ben si fondono tra loro, in rappresentanza di tre tradizioni culinarie storicamente complementari: quelle bresciana, milanese e veneziana. Il vino abbinato in questo caso è stato un Ripasso 2020 delle cantine Zenato mentre per i tortelli, nuovamente il Franciacorta Bosio.

La degustazione è proseguita con due secondi che non hanno sicuramente tradito le aspettative. La prima proposta è uno storione bianco “Calvisius” cotto a bassa temperatura, insalatina di asparagi e brodo di prosciutto crudo che si distingue per la delicatezza dei sapori.

 

storione bianco “Calvisius”

 

Molto particolare il secondo piatto portato in tavola, un’alternativa particolarmente interessante alla carne. Si tratta di un fungo di quercia alla brace con latte di cocco, olio alle foglie di fico, pinoli e rapanelli in agrodolce.

 

fungo di quercia alla brace con latte di cocco, olio alle foglie di fico, pinoli e rapanelli in agrodolce

 

Per non farsi mancare niente, ecco in conclusione il dolce della casa: una scenografica amarena con alla base un biscotto al cioccolato, mousse all’amarena, cioccolato fondente e glassatura a specchio: la ciliegina sulla torta, o meglio l’amarena, per una serata speciale in una cornice di rara bellezza, assaggiando piatti innovativi e di qualità.

 

amarena con alla base un biscotto al cioccolato, mousse all’amarena, cioccolato fondente e glassatura a specchio

 

Diego Serino
Cronista del Gusto e direttore editoriale

 

L’Amarena Ristorante ai Campiani

Cellatica – Via Stella, 6
348.8142407


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