Il Mais Quarantino, un prodotto antico da salvaguardare

Mais quarantino

 

Il prodotto di cui vi parlerò oggi è nuovo anche per me. La provincia di Brescia è talmente estesa, ricca e varia che questa qualità di mais mi era davvero sfuggita.

Il Mais Quarantino

Sto parlando del mais quarantino, prodotto tipico della Bassa Bresciana. Viene chiamato in questo modo perché matura in quaranta giorni dopo la semina, quindi più rapidamente rispetto alle attuali varietà ibride importate dagli Stati Uniti. Di aspetto si presenta come una piccola pannocchia ricca di grani di forma tondeggiante, di colore rosso arancio. La farina che se ne ricava ha una percentuale di proteine più alta della norma e un sapore intenso che richiama note di tosatura.

Un prodotto da salvaguardare

Il quarantino appartiene a quel genere di prodotti che l’agricoltura moderna sta progressivamente abbandonando, una varietà tra le più antiche e a rischio estinzione. Ragion per cui, da alcuni anni, esiste un progetto dedicato alla sua riscoperta e salvaguardia. Lo scopo è dare valore ad una produzione agricola che è stata, ed è ancora oggi, simbolo della cultura alimentare del nostro territorio, attraverso il mais e la polenta.

Il progetto

Il progetto prevede il confronto tra più varietà di Mais Quarantino per individuare l’eccellenza, quello l’ideale per avere una polenta di qualità e di buon gusto. Al tempo stesso vengono effettuate delle analisi nutrizionali e sensoriali per poter identificare la varietà più indicata al consumo.

Questo processo di valorizzazione dell’identità del nostro territorio procede attraverso un’azione comune che coinvolge quattro Amministrazioni Locali della Bassa Pianura Bresciana: Bassano Bresciano, Verolavecchia, Milzano e Cigole.

L’impegno di questi enti locali vuole portare un messaggio ben preciso: la valorizzazione del nostro territorio deve necessariamente partire da noi. Dalle realtà locali che meglio conoscono i luoghi e sanno quali sono le scelte migliori dal punto di vista ambientale, culturale, enogastronomico e turistico.

Non dimentichiamo le nostre origini e i prodotti che hanno dato da magiare ai nostri nonni. Continuiamo a consumarli, consapevoli che rappresentano una ricchezza da salvaguardare!