Una domenica in cerca di castagne

Cesto di castagne

 

Finalmente quest’anno la raccolta delle castagne è tornata di nuovo a livelli soddisfacenti.

Coldiretti stima una produzione nazionale, in crescita e di qualità, superiore ai 35 milioni di chilogrammi. Un ritorno auspicato dopo che in alcune zone di produzione si era rischiata addirittura l’estinzione per la presenza del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus), un infestante proveniente guarda caso dalla Cina, che da anni si diffonde nei boschi della Penisola.

In realtà siamo ancora lontani dai livelli di produzione del passato. Per quello che una volta era a ragione definito “l’albero del pane” stiamo assistendo ad una realtà differenziata lungo lo stivale: con aree nelle quali si registra una buona ripresa e altre ancora in difficoltà.

In ogni caso le prime castagne sono di una qualità buona: dolci e non presentano particolari anomalie. Purtroppo l’annullamento di tutte le sagre a causa dell’emergenza sanitaria, ne sta limitando il consumo.

I prezzi sono nella media del periodo, l’unica nostra raccomandazione è di consumare castagne italiane, perché il rischio è quello di trovarvi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere, spesso spacciate per italiane. Se le acquistate, quindi, controllate sempre la provenienza.

Certo, una domenica in cerca di castagne è un passatempo divertente e salutare, occorre però conoscere qualche castagneto, gratuito o a pagamento, nel quale poter dar libero sfogo alla vostra voglia di libertà. In provincia di Brescia le aree migliori per la raccolta sono il lago d’Iseo e la Val Camonica. La zona di Zone, e più a nord la Riserva Naturale di Ceto, Cimbergo e Paspardo, sono le più rinomate, ma anche i boschi della Valle Trompia e della Valsabbia possono regalare delle gite soddisfacenti per il raccolto. Naturalmente se avete qualche amico che può darvi una dritta sarebbe ottimo.
Un ultimo suggerimento riguarda l’attrezzatura. In cerca di castagne, non si può andare all’arrembaggio come ho fatto io la prima volta, perché si rischia di rovinarsi la giornata.

Dopo esservi accertati che il bosco o il castagneto in non sia di proprietà privata o interdetto alla raccolta, è anche opportuno controllare i limiti imposti dalla Regione: nella maggior parte dei casi non si possono superare i 2 kg al giorno per persona.

Dovete poi munirvi di scarponcini da trekking comodi e guanti da lavoro robusti. Per raccogliere le castagne, infatti, è necessario seguire sentieri a volte impervi e resi sdrucciolevoli dalle foglie del castagno cadute sul terreno. I guanti, poi – meglio se in pelle o in cuoio – devono consentirvi di aprire con facilità gli spinosissimi ricci senza pungervi le mani.

Quanto raccolto va riposto in un cestino di vimini o un sacco di juta. Evitate assolutamente i sacchetti di plastica o altri materiali simili che non consentano una corretta traspirazione.

Controllate sempre che le castagne non presentino fori o ammaccature. Nella maggior parte dei casi le castagne non integre sono state intaccate da un verme. Per essere perfetta la castagna deve essere soda, con la buccia liscia e uniforme e non presentare zone ‘vuote’ o ammaccature al tatto.

Per quanto riguarda la conservazione, le castagne possono rimanere fresche e gustose per circa 2 settimane, a patto che rimangano in un luogo fresco e arieggiato.


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