La cucina primaverile sposa le erbe di stagione

Virzulì - Erba spontanea commestibile

La cucina di primavera

La cucina primaverile invoglia ad un largo utilizzo di tutto ciò che e verde, fresco e appena germogliato. La verdura e le erbe appena nate sono quelle più tenere e saporite. Fanno riscoprire il gusto autentico del prodotto genuino che non ha trascorso lunghe ore al freddo delle celle frigorifere. Spinaci novelli, piselli, fave, asparagi, fagiolini, bietole, lattughe per dar vita a preparazioni salutari e ricche di bontà. Apprezzerete i piatti di stagione ancora di più se preparati con un ingrediente che avete colto di persona.

I verzulì

A questo proposito: conoscete i “verzulì”? Questo è l’appellativo utilizzato nel bresciano per identificare un’erba spontanea tipica di questa stagione e amata un po’ in tutta Italia.

Strigoli, bubbolini, schioppettine, erba del cucco, crepaterra, carletti, questi e altri ancora i sinonimi dialettali con cui nelle varie regioni italiane viene indicata quest’erba, il cui nome scientifico è Silene vulgaris. Si ritiene che il suo nome derivi da Sileno, divinità della mitologia greca, figlio di Pan e di una ninfa, e dio del sottobosco.

Dove crescono

Si tratta di una pianta erbacea perenne che fiorisce da maggio a luglio producendo numerosi fiorellini bianchi dalla caratteristica forma rigonfia simile ad una brocca. La pianta cresce in tutti i luoghi soleggiati da 0 a 2800 metri di altezza: nei prati, nei campi, sul ciglio delle strade, a ridosso dei muri e persino in ambienti aridi.

Come raccoglierli

La parte utilizzata della pianta sono le foglie: prima della comparsa dei fiori si asportano le cime dei giovani getti che spuntano all’inizio della primavera e le foglie più tenere del gambo. L’asportazione dei giovani getti non danneggia la pianta che, essendo perenne, rinasce in continuazione consentendo più raccolti nel periodo che precede la fioritura.

Nella nostra zona, la ricetta forse più utilizzata per gustare i verzulì, è quella del risotto, ma si può anche utilizzarli per preparare un ottimo sugo arricchito dal pomodoro per condire le tagliatelle, come fanno in Romagna.