Tra le vie del centro città, in un affascinante palazzo ricco di storia e tradizione di Via Carlo Cattaneo, siamo stati ospiti di Mirko Nuccio, nuovo ed appassionato titolare della Ma!Osteria, che dalla Sicilia ha scelto Brescia per proporre la sua idea di ristorazione ed ospitalità. Mirko è un ragazzo in gamba, si vede, gentile ed accogliente ma anche un imprenditore capace con una chiara idea di quello che vuole fare nel suo ristorante, inclusa la volontà di un ritorno al passato, sfruttando la storia di un’osteria che esite dall’inizio del ‘900.
“Questo ristorante una volta era chiamato “lo Scultore” ed ha una lunga tradizione, sotto la nostra insegna c’è ancora quella vecchia. E’ un nome importante che qui ha fatto storia: il nostro desiderio è quello, una volta che ci siamo fatti conoscere, di ritornare all’antica denominazione. Anche agli ambienti che negli anni sono stati troppo modernizzati vorremmo riportarli indietro nel tempo, ovviamente, sempre con un tocco di modernità che si può giocare con le luci e la mise en place della tavola” ci ha spiegato Mirko, prima di raccontarci il suo percorso lavorativo e di vita.

“Sono di Palermo e da sempre attratto dal mondo della ristorazione mi sono diplomato all’alberghiero e, contemporaneamente, ho iniziato a fare le prime esperienze in cucina di alto livella, come quella di Gioacchino Trapani, chef Gambero rosso dal quale ho imparato molto” ha sottolineato Mirko, ricordando, anche, la stagione di gavetta, fatta appena dopo il diploma, sulla Riviera Romagnola. Poi la scelta di trasferirsi a Reggio Calabria, dove in breve tempo passa da aiuto chef a chef, per poi diventare vero e proprio imprenditore ed abile gestore di locali. A Reggio è ricordato, soprattutto, per l’Attimo Bistrot.
Poi l’arrivo a Brescia. “Dopo il successo di Reggio volevo esportare le mie idee anche nel resto d’Italia. Ho aperto una cartina ed ho scelto Brescia. Gli inizi non sono stati facili: il mio primo ristorante Opera non è stato capito dai bresciani abituati ai piatti tradizionali. Mi è servito, tuttavia, per prendere le misure per ripartire con la Ma!Osteria: ora proponiamo un menù più legato alla tradizione senza rinunciare a qualche proposta più raffinata”.

Al termine della chiacchierata è giunta l’ora di approfondire la conoscenza a tavola. Lasciamo fare a lui, in modo che possa condurci nel percorso culinario che ritiene migliore. La scelta cade su tre antipasti, due primi e due secondi: l’idea è quella di farci assaggiare contemporaneamente i due generi di cucina che propone, da un lato la tradizione dall’altro l’innovazione. Ad occuparsi della preparazione dei piatti è la chef Gaia Soavi, l’anima della cucina della Ma!osteria.

Per l’antipasto è stato scelto un carpaccio di black angus con pere sott’olio, un abbinamento perfetto che esalta i sapori di una carne preziosa. Ottimo anche il secondo antipasto servito: ceviche di ricciola con pickled mango, rucola e maionsese al sesamo nero, un piatto delicatamente saporito in cui è il pesce a fare da protagonista.

È il terzo antipasto, tuttavia, a lasciarsi stupiti: soprattutto per l’abilità con cui la cucina riesce a spaziare dal classico al moderno, senza sbavature. La degustazione di Foie Gras è qualcosa di particolare: gustoso per il palato, bello alla vista. Nel piatto una scaloppa, un gelato ed una creme brulée, in cui è proprio il noto prodotto francese a base di fegato a fare da protagonista.
La degustazione prosegue con i primi, seguendo il medesimo ed interessante leitmotive: da un lato i piatti della tradizione bresciana cucinati secondo le ricette originarie, dall’altro piatti più lavorati e concettuali ma molto interessanti.

I bigoli di cervo che ci hanno servito sono squisiti: pasta cotta perfettamente, ragù saporito senza essere eccessivo. Ottimo piatto della tradizione eseguito in maniera egregia.
Il secondo è un piatto più complesso ma dall’ottimo risultato finale: il risotto al Franciacorta, ragù d’anatra e fave di cacao è un piatto delicato e saporito allo stesso tempo che stupisce per il rapporto degli ingredienti particolarmente bilanciato.

Il tempo di prendere fiato ed ecco arrivare al tavolo quello che ci è stato presentato come la portata più richiesta: il manzo all’olio di Rovato con polenta di storo “fatto secondo la ricetta originale”, come ci tiene a sottolineare Mirko.

A seguire un piatto di pesce: cuore di merluzzo con hummus di ceci e cipolline in agrodolce.

La cena si è conclusa con un assaggio di millefoglie, crema al mascarpone, caramello salato ed arachidi: un dolce fatto bene e ottima conclusione di una cena molto piacevole sia dal punto di vista culinario che umano. Sicuramente da provare.
Diego Serino
Cronista del gusto e direttore editoriale
Brescia Via Carlo Cattaneo, 24
333.2876236
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