Il sentiero 3V dedicato a Silvano Cinelli unisce le Valli Bresciane

Sentiero 3V - Valli Bresciane
Fotografia di Cristian Riva

Un po’ di storia

Iniziamo dalla storia, a cui è anche legata l’origine del nome, e andiamo indietro nel tempo, agli inizi degli anni ‘80. All’epoca un escursionista e alpinista bresciano, Emanuele Cinelli, ebbe l’idea di tracciare un itinerario per collegare Brescia con il Passo del Maniva. Il padre Silvano, anch’egli alpinista e fotoreporter per alcuni dei maggiori quotidiani bresciani e nazionali del periodo, vedendo il suo lavoro ebbe l’intuizione allungare il percorso per renderlo un anello. Essendo anche presidente del Gruppo Monte Maddalena, Silvano si mise immediatamente in contatto con il CAI e altre associazioni bresciane per iniziare il lavoro di tracciamento sul campo del percorso.

Un’attività complessa che ha richiesto tempo ed energie per pulire i sentieri esistenti e tracciare quelli nuovi, con la messa in opera della ormai conosciuta segnaletica bianco-azzurra: i colori di Brescia. Purtroppo Silvano Cinelli fu colto da un fatale malore, il 25 agosto del 1981 sull’Alpe Pezzeda, durante la terza tappa del percorso inaugurale del sentiero “3V”, di cui era stato co-fondatore. Da qui il nome Sentiero “3V Silvano Cinelli” detto anche “sentiero dell’amicizia”.

Il sentiero

Questo è un percorso unico, lungo ed emozionante, che unisce le tre valli bresciane. Un suggestivo itinerario che si snoda per circa 120 Km di lunghezza attraverso maestosi paesaggi, diviso in 8 tappe di circa 5 ore l’una.
È un sentiero che rimane su quote relativamente basse: un trekking adatto a tutti, anche grazie alle numerose varianti basse percorribili in alternativa alle più impegnative varianti alte.

Sono vari i punti di ristoro lungo il percorso nei quali si può anche pernottare, ma è consigliato preannunciare il proprio arrivo nelle strutture gestite. L’itinerario completo richiede naturalmente un’ottima preparazione fisica!

Le prime 4 tappe…

La prima tappa è il Santuario di Conche, vecchio quasi 1000 anni. Lungo questo antico percorso di circa 5 ore e mezzo di cammino, si incontrano varie chiese e cappelle. Dopo aver passato la notte al Santuario, la seconda tappa conduce fino alla Corna del Sonclino, a oltre 1300 metri di altezza. Tra faggeti e costoni di roccia, si può ammirare un magnifico panorama prima di discendere verso Lodrino, ove si conclude la seconda tappa dopo circa 7 ore.

Da Lodrino, la tappa numero 3 porta fino ad Alpe Pezzeda, vicino a Collio. La vetta del Monte Ario, a 1775 metri, regala un incantevole scorcio panoramico della Val Sabbia. Da qui, la 4° tappa attraversa il Passo Pezzeda Mattina. La breve escursione di circa 3 ore termina al Passo delle Portole, una delle cime più alte di questo tragitto, dalla quale si gode una magnifica vista sulla Val Trompia.

…le ultime 4 tappe

La quinta tappa conduce fino al Rifugio Monte Cimosco, a 1825 metri. Durante questo tratto si lascia la Val Sabbia e ci si  introduce in Val Camonica. Il percorso prosegue con la sesta tappa, che in 6 ore porta al Rifugio Croce di Marone. Sulla vetta del Monte Giglielmo, figura lo spettacolare monumento del Redentore. Il panorama sulle Alpi Orobiche comprende anche lo specchio blu del lago d’Iseo.

Oramai mancano solo le ultime due tappe. Dal Rifugio Croce di Marone, con 5 ore di cammino si giunge a Polavena. Da qui si possono prendere i mezzi e tornare a casa. Per i più temerari, un’ultima tappa di 6 ore, da Polavena a Urago Mella, chiude questo magico Sentiero 3V e l’avventura fra Val Trompia, Val Sabbia e Val Camonica.


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