
In pieno centro storico, a due passi da Piazza della Loggia, uno degli angoli più rappresentativi di Brescia, c’è un luogo speciale dove assaporare i gustosi sapori della cucina mediorientale, all’interno di un ambiente accogliente e curato. Siamo stati ospiti a I Nazareni, ristorante di cucina palestinese, da ormai un decennio realtà affermata ed apprezzata all’interno del panorama della ristorazione etnica in città.
Ad accoglierci ed a fare le veci del titolare Amin Titi, è stato Ammar Abu Jassa, responsabile del ristorante e perfetto padrone di casa, professionale ed empatico, ci ha fatto subito sentire a nostro agio, grazie ai suoi modi affabili e cordiali.
La cena si è aperta con un assaggio di antipasti, perfettamente presentati ed impiattati, un tripudio di colori che ben si concilia con quel mix di sapori semplici ma perfettamente combinati che abbiamo trovato nei nostri piatti.

L’ampia proposta ci ha permesso di gustare il piatto classico per eccellenza della cucina palestinese: i falafel, irresistibili polpette fritte di ceci e prezzemolo, ma anche dei gustosi involtini di pasta fillo con feta e menta. Non poteva mancare, inoltre, il tradizionale hommos: crema di ceci con salsa di sesamo e limone. Piatti delicati ed allo stesso tempo saporiti, in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi palato.
Tra i piatti tipici assaggiati anche il babaghanuj (melanzane grigliate con pomodori, peperoni, cipolle e salsa di sesamo), le zucchine fritte al sesamo con tahina e prezzemolo, guarnite con mandorle tostate: portate delicate caratterizzate dal giusto abbinamento tra ingredienti e spezie mai invasive e perfettamente allineate ai sapori. Non potevano mancare, ovviamente, proposte adatte agli amanti della carne: per loro si consiglia la mossakan, roll di piadina di frumento, pollo lessato con cipolla e sommacco, oppure gli arajes, pita con carne e pomodori alla piastra.
Un’apertura eccezionale, gustosa, saporita e, anche bella da vedere: perfetto preludio per una cena ricca di piacevoli sorprese e sapori raffinati. Un vero e proprio viaggio all’interno della cultura culinaria palestinese.
Ad accompagnare il nostro antipasto è stato un ottimo aperitivo analcolico con zenzero, limone e menta: connubio perfetto per assaporare nel modo migliore i sapori proposti ed aiutare la digestione.
Nell’attesa dei primi, come da tradizione palestinese, ci è stato servito un tè, ideale per un momento di pausa, prima di lanciarsi nuovamente in questo eccezionale percorso gastronomico all’interno di una cucina etnica in grado di proporre piatti della tradizione, con piccole rivisitazioni utili a rendere i sapori più appetibili ai gusti occidentali, grazie all’abile mano del cuoco Kawas Majd, 34enne siriano, da 10 anni motore del ristorante.

Come per gli antipasti, anche i primi si presentano in modo esemplare, serviti su un unico vassoio, stuzzicano il palato prima ancora di essere assaggiati. Ci vengono offerti un Kabse con riso basmati rosso, arricchito con carote, peperoni, patate, mandorle tostate e insalata araba, il magiaddara con lenticchie nere stufate con burgul, cipolle caramellate ed insalata araba ed un fattè di ceci su crostini siriani, salsa di sesamo e yogurt, mandole tostate e melagrana. A completare l’offerta un fattush di insalata araba, crostini siriani e crema di sesamo. Il perfetto accostamento tra verdura, frutta e legumi rende le pietanze particolarmente piacevoli e delicate, sane, leggere e facilmente digeribili. Un menù invitante anche per gli amanti della cucina vegana, alla ricerca di sapori pieni e particolarmente gradevoli.

La cucina palestinese, tuttavia, è ricca anche di proposte di carne, in particolare pollo, manzo ed agnello, per questo non potevamo esimerci, per concludere, nel modo migliore il nostro percorso culinario, di sperimentare anche questo aspetto di una proposta culinaria così ricca e sfaccettata.
Ottimi gli shawarma di manzo; straccetti di manzo alla piastra, ricoperti di mandorle, non da meno i kafta di pollo (spiedini macinati di carne di pollo ed agnello, ed erbe aromatiche) e gli spiedini di vitello e manzo, arricchiti con tahina e granella di pistacchio. Notevole, infine, gli shawarma di pollo alla piastra con basmati. In tutti i piatti ottima la qualità della carne e l’utilizzo delle spezie, mai invasive ma saporite.

Sempre all’insegna di un’ospitalità veramente piacevole, ci è stato concesso anche di assaggiare un tris di dolci, perfetta conclusione di una cena che consigliamo a tutti: baklawa (involtini di pasta fillo croccante, ripieni di granella e nocciola), mohallabye (budino di latte di mandorle, aromatizzato all’acqua di rose con granella di pistacchio), ed infine uno spettacolare knafe, un tortino di mascarpone e ricotta, ricoperto di capelli d’angelo e di granella di pistacchio.

Che dire un bel locale, un servizio professionale, un’accoglienza calda e, soprattutto, un viaggio tra sapori, profumi e cultura che consigliamo a tutti.
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