Lo spreco, no grazie! a cura di Marino Marini

Spreco alimentare

 

Spreco alimentare. Questo periodo di fermo obbligatorio ci ha fatto recuperare buone abitudini lasciate da parte per la vita frenetica di ieri.

Last Minute Market di Bologna registra che, questo periodo di chiusura, di isolamento (non chiamatelo lockdown) e di riflessione ha prodotto una diminuzione dello spreco alimentare. Come vedete, ogni tanto una bella notizia. Dovremmo però abituarci a non sprecare, anzi cambiare totalmente l’approccio con le cose che acquistiamo, siano esse alimenti solidi e liquidi o qualsiasi altro oggetto.

Ripristinare il pensiero costruttivo e parsimonioso di un tempo. I miei nonni non buttavano niente, il nonno raccoglieva per strada i chiodi storti e li raddrizzava: ho ereditato così un cassetto di chiodi arrugginiti!
Scherzi a parte, ci sono numerosi accorgimenti e buone regole, da applicare alla spesa quotidiana e settimanale, che da sole ci farebbero risparmiare parecchio. Nessuno vi vuole imporre una vita da pitocchi, ma una rigenerazione e una visione differente della vita stessa. La visione del rispetto delle cose, degli animali, dell’ambiente e del lavoro altrui.

Le varie rivoluzioni industriali che si sono succedute negli ultimi secoli, ci hanno fatto perdere di vista l’essenziale e, in modo macroscopico, ignorare lo spreco alimentare a fronte di prezzi accessibili di ogni cosa, specialmente gli alimenti e le bevande. Certo avevamo vissuto secoli di indigenza e di fame, naturale quindi buttarsi in questa inaspettata abbondanza a poco prezzo. Quello che non abbiamo valutato è che se l’industria alimentare produce e vende a poco prezzo, a fronte di un logico e giustificato profitto, a carico di chi sono il consumo di risorse come l’acqua, il suolo, l’inquinamento e le malattie generate da questo modo di produrre?

Non basta: quanto sono pagati i lavoratori e in quali condizioni vivono, quanto è pagata la materia prima?

Scrive Andrea Segrè:

“Al cibo in particolare dobbiamo dare o ridare valore. Sprecarlo, sciuparlo, sostituirlo, rottamarlo significa – per chi compie questo gesto – che ha perso il suo valore. Una società dove il cibo non è più un valore in tutte le sue sfumature e aggettivazioni – alimentare, nutrizionale, economico, ambientale, sociale, culturale, storico, conviviale… – è veramente arrivata al capolinea”.

Solo questi ragionamenti e le risposte che vi darete valgono i suggerimenti e le formule che consiglieremo più avanti.

Primo di tutto fare la spesa: fate sempre l’elenco delle cose che vi servono, a casa dovreste compilare l’inventario delle cose che non possono mancare in casa e consultatelo frequentemente, eviterete così di comperare il sale se vi manca lo zucchero, ad esempio.

Controllate le etichette e comparate i prezzi: spesso un prodotto più conveniente può nascondere un peso diverso da quello più caro. Andate al centro commerciale quando c’è meno gente e a stomaco pieno.

Valutate la bontà e la freschezza degli acquisti alimentari rispetto al negozio sotto casa. Alcuni prodotti alimentari del mercato contadino possono essere più convenienti del supermarket.

Leggete sempre le etichette, se avete bisogno di farina forte per fare la pizza o il pane e non è indicata la forza della farina (perché la legge non lo prevede) valutate il contenuto in proteine: più è alto, più forte è la farina. Se avete intenzione di fare un piatto di carne il giorno successivo, valutate le offerte dei prodotti vicino alla scadenza, verificando naturalmente che la confezione sia integra.

Imparate a fare da soli alcuni prodotti in vendita come il dado vegetale o di carne, granulare o in cubetti, sul web trovate molte ricette. Non c’è bisogno di acquistare l’insaporitore per gli arrosti: frullate nel mixer sale grosso, aglio, rosmarino, salvia, pepe e conservatelo in un vasetto all’occorrenza, dopo averlo fatto asciugare in un vassoio all’aria e al sole.

Quando comperate le verdure approfittate della loro pulizia, prima di metterle in frigorifero e con gli scarti, ben lavati, fate un brodo vegetale che farete congelare nella vaschetta del ghiaccio, una volta congelato conservate i cubetti in un sacchetto. A proposito di verdure e di brodo: se fate il riso con i piselli, il brodo ricavatelo dai baccelli stessi del legumi. Il lievito per dolci, quello in polvere detto baking, in vendita è una miscela facile da fare anche in casa basta miscelare della fecola, di mais o di patate, con acido citrico e bicarbonato di sodio (1/3+1/3+1/3), un altro modo è mescolare il bicarbonato con un acido come il succo di limone o l’aceto di mele (5 parti bicarbonato e una di succo), la nonna utilizzava invece il cremor tartaro miscelato con il bicarbonato (in rapporto 1:2). Per i brodi fatevi sempre dare dal macellaio o dal pescivendolo scarti, ossi, lische, ritagli ecc. A casa ne farete dei brodi che conserverete sempre nel freezer sotto forma di cubetti.

Organizzatevi. Un modo per risparmiare è quello di predisporre un menù settimanale come foste in un ristorante, non deviate da questo e organizzatevi secondo i vostri impegni, ad esempio: se avete messo nel menù un brasato, fatene almeno il doppio, anche di più, di quello che non consumate, una parte lo mettete via per la prossima volta in una scatola nel freezer con il suo sugo, un’altra parte la utilizzerete per fare dei casoncelli (basterà aggiungere pane e formaggio grattugiati e un uovo). I casoncelli ottenuti saranno consumati subito o conservati nel freezer per quando volete. Questo consiglio vale per tante preparazioni laboriose come lasagne, cannelloni, arrosti e stufati, le varie parmigiane di melanzane, zucchine o patate.

Alcune ricette sono state inventate per il recupero o l’uso di prodotti abbondanti in una determinata stagione come il basilico, nulla da eccepire per chi lo vuole pestare nel mortaio, ma se è molto, vi conviene preparare il pesto che preferite con il mixer, potete non completarlo e conservarlo in alcune scatoline nelle porzioni che preferite (2,4,8,24) lo finirete al momento dell’utilizzo con l’olio novello. Non esiste solo il pesto alla genovese ma anche quello siciliano o trapanese che prevede oltre al basilico anche i pomodori, le mandorle e la ricotta; un pesto di rucola, di pistacchi, di ricette ce ne sono a iosa.

Una cosa spesso ignorata, almeno in casa, è l’etichetta, scrivete sempre il contenuto del vasetto, sacchetto o scatola con la data di produzione, in modo da gestirne il consumo.

Un altro modo per risparmiare e non sprecare è l’utilizzo del sottovuoto. Mettere sottovuoto gli alimenti ne allunga la vita e nel frigorifero sono isolati dagli altri, alcune preparazioni possono essere fatte anche a giorni di distanza dal consumo come della macedonia, delle verdure da pinzimonio e tante altre. Il sottovuoto permette anche, se la macchina è adeguata e utilizzando i sacchetti dedicati a questo, di cuocere o rigenerare molte preparazioni. I ristoranti si sposteranno su questo sistema se vogliono superare la crisi, i tempi, il personale scarso. Vi sono molti testi sull’argomento.

Anche nel campo delle bibite e dei dolcetti potete provare a fare da soli, le famose caramelle d’orzo non sono altro che caramello di zucchero steso su un piano oliato e tagliato a pezzetti. La gazzosa della nonna potete farvela in casa, anzi all’aperto perché necessita di sole, servono acqua, zucchero, limoni, erba salvia e cremor tartaro. Se avete, o qualcuno ha, una pianta di amarene, potete fare con le sue foglie, non con i frutti, uno sciroppo a base di vino, zucchero e, appunto le foglie dell’amareno.

Come ricostituente potreste fare un liquore tipo vov, con uova fresche, succo di limone, zucchero e marsala o alcool. Infine, le creme spalmabili, da quella più famosa alle nocciole del Piemonte (ma anche della Maddalena), a quelle più o meno salate da spalmare sui crostini.
Non sono difficili da fare e spesso, vi permettono di utilizzare acquisti in eccesso o, addirittura degli avanzi, un esempio? Fate abbondanti carciofi alla romana e quelli rimasti frullateli con aglio e capperi, versate in una ciotola e unitevi della ricotta, prezzemolo e un po’ di olio della cottura dei carciofi, passate tutto al setaccio fine e conservate in frigorifero.
E, infine, siate generosi valutate se, invece di buttare, non possiate donarlo a chi ne ha bisogno!

Per fare tutte queste cose, direte, occorre tempo ed allora con Elli Michler:
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Marino Marini


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