Una carne magra e sostenibile dal gusto delicato: la pecora bergamasca gigante

Costoletta di pecora

 

Conoscete la pecora bergamasca gigante? Non è un animale mitologico, esiste davvero! Si tratta di una razza autoctona della zona di Bergamo, provincia confinante con la nostra, che neppure gli stessi bergamaschi conoscono più. Con il crescere del benessere, infatti, il consumo della sua carne è stato progressivamente abbandonato a favore di tagli considerati più nobili come il vitello e ritenuti più digeribili.

In realtà di gigante questa pecora ha solo l’ossatura che la rendono un animale forte e resistente per il resto non differisce dagli altri ovini, anzi sono da notare alcuni pregi che vale la pena sottolineare.  Si tratta di una delle carni più sostenibili che ci sia. Le pecore si nutrono unicamente di erbe naturali e transumando libere per la valli puliscono e “ingrassano” il terreno. Per questo sono animali sani e resistenti.

Hanno inoltre una carne magra, buona e delicata poiché l’appellativo “gigante” della pecora bergamasca dipende unicamente dalla corporatura e dalla stazza generale dell’animale, non dalla sua grassezza.

Potete assaggiare la loro carne, inaspettatamente magra e delicata, all’Antica Trattoria Piè del Dos di Gussago. I tagli provengono dall’allevamento dell’Azienda Agricola Maroni (Silvestro Maroni), non un pastore di vecchia data, ma una persona rimasta talmente colpita dall’incontro con il gregge da decidere di diventare pastore.

L’Azienda Agricola si trova a Ranzanico (BG), sul Lago d’Endine in Valcavallina. Qui, da una decina d’anni, vi si allevano circa 500 capi di pecora gigante dalla cui lavorazione si ottiene carne fresca e salumi.

Numerosi i ristoratori che hanno deciso di partecipare di inserire nel loro menù questo prodotto locale, non soltanto per la carne magra e dal gusto delicato, ma in quanto prodotto a km0 e sostenibile.

 

scheda Piè del Dos

 


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